venerdì 8 maggio 2009

ASCESI DEL PENSIERO


LA VIA DELLA VERITA’







A RUDOLF STEINER. A MASSIMO SCALIGERO.
MAESTRI SOLARI





ASCESI DEL PENSIERO



Cap. 1 La verità


La Verità esiste.

Eterna e una.
Reale e tangibile.
Pura ed assoluta ma al tempo stesso continuamente applicabile alla realtà contingente che da impura e relativa può approssimarsi ad essa sino a livelli supremi.
E tale è il compito dei tempi attuali.
Manifestare la Verità.
Farla fluire nel mondo tramite la propria persona
Accedere ad essa secondo i propri compiti e le proprie possibilità.

Ma non occorre cercarla –essa già esiste continuamente sfiorata e perduta dall’uomo che pensa- ciò che occorre conquistare è quella purezza,quella assenza di desideri consci e semiconsci,quella serenità di anima e pensieri che permette di scorgerla.

La Verità è ciò che si vede e si sa e si decide quando si è tanto coscienti e tanto puri da poterla concepire.

Non è un concetto o una dottrina o una ideologia da ripetere in branco,ma una luce intuitiva della coscienza capace –purchè pura- di concepire in prima persona ciò che è giusto e ciò che non lo è in rapporto ai propri compiti ed alle proprie capacità.

L’uomo continuamente sfiora questa luce,questa possibilità,questa potenza di retto giudizio che è implicita ad ogni pensiero,ma anziché ascendere sin ad essa,la ricopre dei propri “desideri interiori” e la degrada,la opacizza abbassandola al livello di opinione,di ciò che desidera che sia,di ciò che la sua conformazione caratteriale ed animica pretende che sia.perciò stesso perdendola.

I concetti,le ideologie,la cultura,le dottrine,gli ideali non sono la verità (e pertanto impararli cerebralmente a nulla vale) ma solo (e nel migliore dei casi,invero attualmente rarissimo) il prodotto di quella rarefatta,siderea dimensione di supremo equilibrio interiore e di lucida,cosciente trasparenza intuitiva che sola,aformale,eterna,archetipica,vuota è la Verità,e che è essa da conquistare, non i suoi prodotti dialettici,discorsivi,utilizzabili soltanto come appigli intuitivi per introdurvisi.

In questi termini la Verità è una con l’elevazione della persona e l’errore è il degradamento di essa al proprio livello umano,per quanto nobile o erudito o artisticamente acuto esso possa essere.

La via della Verità passa attraverso il troncamento,il superamento in alto dei propri limiti umani.

Niente altro.
Senza scampo.
In suprema nudità.

La Verità è vuota e non può essere analizzata.

E’ una luce di purezza interiore cui solo chi ascende può attingere,ed al cui chiarore soltanto si possono concepire idee conformi a giustizia,realmente incidenti sulla realtà,realmente morali.

E’ uno stato d’essere,non una documentata analisi.
Una siderea dimensione interiore,non una consolante dottrina.
Una luminosa qualità d’animo e di mente,non una monumentale teoria economica.

E’ inoltre un apice umano che ha in se stesso la propria ragione d’essere ,che E’ senza dipendere da nulla altro,che occorre conquistare di per se stesso e non per le eventuali applicazioni intuitive che dall’alto di quella luce possano venire concepite,formulate,decise ed applicate alla realtà, in quanto la Verità è già agire sulla realtà,è la riconnessione (seppure temporanea e continuamente da riconfermare) dell’umano con la propria realtà originaria che compete ad ogni uomo secondo le proprie capacità e possibilità.

La Verità è la condizione normale dell’uomo.

Una assenza di desideri e di velleità naturalistiche insorgenti dalla componente semplicemente razziale,soggettiva,emotiva che è il rifiorire dell’IO umano al livello di nudità in cui soltanto è realmente libero,o in cui soltanto può iniziare ad esserlo,e dal quale soltanto può trarre indirizzi di azione e di decisione realmente giusti perché liberi e quindi morali.

La via della Verità non è prefissata (e nessuno può studiarla cerebralmente o fideisticamente recitarla mediante dogmi o testi sacri rivelati o ciechi e intoccabili materialismi dialettici che tutto credono di spiegare lasciando immutata ed immota l’interiorità umana) ma è un compito di lucente,silenziosa,nobile ascesi interiore individuale,a cui nessuno può sottrarsi, poiché ognuno è veramente se stesso solo fra le vette del proprio assoluto e soltanto fra i ghiacci e le aurore interiori di quelle ascese è riposta la purezza animica e la luce intuitiva che è il proprio OGGETTIVO spiraglio sull’unica Verità.

Tale il compito.
La meta.
La conquista.

La Verità è una, molteplici spiragli su essa non potranno (non possono) che accordarsi fra loro,seppure raggiunti a livelli diversi e tradotti in concetti diversi.

Soltanto l’errore (la verità corrotta) può dividere, la Verità è universale,è un assoluto umano,è una condizione di chiarezza interiore che non può non unire secondo la realtà effettiva delle cose.

Il resto è solo ottundimento,sublimazione erudita,poetica,visionaria del soltanto umano,delle svariate componenti che sono diverse (più o meno nobili) per gradazione,intensità,qualità,in ogni uomo e che ne rappresentano soltanto il limiti,la componente subpersonale da superare e non da codificare dialetticamente,politicamente,religiosamente.

La Verità è in alto (nuda,pura,incorruttibile) e con essa è impossibile barare,così come è impossibile esaurirla in un dogma o in una filosofia, ad essa si può solo attingere elevandosi fra le vette delle proprie migliori qualità,che solo a tali altezze possono valicare i limiti del soltanto umano,iniziando a trasmutarsi in qualche cosa di oggettivamente,di universalmente valido,reale,operativo.

Così come fra uomo e donna quando fiorisce vero amore permeato di offerta interiore,di volontà di consacrazione reciproca,di dedizione interiore, l’archetipo di comportamento,la legge interiore,l’evidenza della realtà “amore” è identica per ambedue i componenti la coppia,o per ogni coppia che ascenda a tali livelli, altrettanto simile per ognuno è la realtà della Verità quando ad essa si voglia realmente ascendere,anziché subire il desiderio psicofisico di abbassarla a se stessi quali ci si trova ad essere per conformazione,sensibilità,predisposizioni innate, o sopraggiunte (imposte) tramite il caos contingente.

La Verità non è soggettiva e molteplice.
E’ una.
Sempre la stessa.

Ciò che è molteplice,multiforme,contraddittorio,opposto sono i veli che la alterano,le deformazioni di essa,le brame subconscie che la incrostano e che per poter esistere,comunque attingono ad essa come filtri sempre più opachi e plumbei di un’unica, incolore,siderea luce.

Rimuovere i filtri è ritrovare l’aurora che essi in vario grado e misura rendevano crepuscolo.

La via della Verità implica il superamento di se stessi,dei propri limiti,delle proprie (sempre meschine) velleità, e quanto più ci si libererà (purificherà) da essi (sempre più incenerendoli) tanto più come nuda evidenza oggettiva la realtà delle cose,un nobile criterio di giudizio,un cosciente intuito sicuro riguardo a ciò che è giusto,affiorerà come asse interiore fra le trame dei propri pensieri,illuminandoli.

E nei pensieri,nel proprio pensiero è l’inizio,il cardine,il campo di battaglia della via verso la Verità.

E’ nei pensieri che la luce di retto giudizio viene ad incontrarsi con le insorgenze automatiche della natura,del subconscio,delle predisposizioni emotive e caratteriali appartenenti alla “impalcatura organica” cui tale luce è innestata per trasmutarle in alto o per subirne la corruzione (l’oscuramento) qualora tale trasmutazione non avvenga.

L’Io dell’uomo è l’arbitro di questa lotta,colui a cui spetta la decisione di tale trasmutazione ed il compito di effettuarla.

L’uomo può essere concepito come una “impalcatura organica” evocatrice di sensazioni su cui è innestato un principio di luce conoscitiva che sono i pensieri, i quali “specchiandosi” nel corpo (individuandosi mediante esso,l’impalcatura organica) permettono che un Io individuale sorga.

L’Io umano è conseguente ai pensieri, è tramite essi che un Io può sorgere ed innestarsi su questo piano di realtà,ed una individualità umana agire.

I pensieri non sono soggettivi,sono una pura,oggettiva,impersonale capacità conoscitiva che può venire soggettivizzata e quindi falsata,appunto dal mescolamento (oscuramento) che la componente biologica,emotiva,naturalistica (filtrandola impuramente) può operare se l’Io non agisce ma si limita a subirla.

L’Io,l’uomo,è il ponte e l’arbitro fra la Verità ed il degradamento,la corruzione di essa.

Liberare i pensieri dalle brame sub-semiconscie della propria natura equivale all’affiorare graduale della Verità,poichè una pura capacità conoscitiva riaffiora per l’Io al livello in cui essa inizia a ritornare tale,e l’Io dell’uomo è l’unica ragione per cui tale processo può avvenire,tale urto verificarsi,tale possibilità presentarsi.

La Verità già esiste (Eterna, Atemporale, Vivente, Una) essa determina comunque anche le leggi biologiche (fisiche ed iper fisiche,sottili) che reggono l’impalcatura organica, l’unico elemento libero,autonomo,non determinato di tale processo e per il quale tale processo accade ,si manifesta,è l’Io dell’uomo (l’ago della bilancia del creato) che può elevarsi ai vari livelli di tale Verità e da tali altezze manifestarla coscientemente,reinserendola operante e folgorante al livello di realtà in cui si trova ad esistere, oppure mancando a tale compito (ascesa) può corrompere tutto il piano di realtà (spirituale,sociale,fisica) che da lui dipende e che da lui attende conoscenza,edificazione,attività sacrale.

I pensieri sono l’inizio,è tramite essi che l’Io sorge a coscienza di sé ed è tramite essi che si ricollega al mondo ed è tramite essi che potrebbe raggiungere (concepire) spiragli sempre più vasti di Verità.

La purificazione può principiare solo nel pensiero.

Il pensiero non è ciò che si pensa ma ciò che permette di farlo,un principio di pura lucidità conoscitiva che può essere potenziato,liberato,purificato,oppure ottenebrato.

Il pensiero è la capacità impersonale di concepire le cose,non il concepito,il formulato,il pensato che ne costituiscono il prodotto soggettivo.

L’atto del pensare (continuamente folgorante la mente) avvenendo si trova innanzi un potenziale di innatismi e predisposizioni caratteriali,di desideri consci e semiconsci,di convinzioni e schematismi culturali imparati (letti o sentiti) ma raramente pensati in prima persona (di prima mano) che immediatamente lo vincolano,lo ottenebrano,lo guidano verso formulazioni cui fornisce vita ma in cui si “sporca” , perdendo la possibilità di retta intuizione che sorgivamente (se avesse trovato una mente ed un animo puri) portava con sé come possibilità e potenza, e l’Io a tal punto (per debolezza di pensiero) non può fare altro che fornire la propria individualità ,ossia la recitazione di un soggetto agente per “proprie convinzioni”, a tale processo meccanico,subpersonale e cieco.

Il caos dei tempi attuali non ha altra origine.

Tale abdicazione del pensiero avviene sistematicamente nella generalità umana (salvo rare eccezioni) variando solo le forme di apparire ed i livelli di intensità e di degradamento di un unico generale stato di dipendenza interiore dell’uomo rispetto alla propria inferiore natura biopsichica.

Nessuno dei massimi esponenti della cultura attuale (ufficiale o rivoluzionaria che sia) escluso.

I meccanicismi razziali (innati ed acquisiti) già esistono comunque,per potersi purificare da essi l’unica via è rafforzare il pensiero sino a che sia tanto potente e radicato in sé da non venire travolto,guidato,manovrato da essi; a tal punto l’Io inizia a liberarsi ed a giudicare conformemente a verità,a giustizia,a serenità d’animo,a purezza,seppure applicherà i prodotti di tale elevazione secondo le proprie capacità e qualità ed attitudini personali depurate.

Tale la via della Verità.
Rafforzare il pensiero è il compito.
Purezza e serenità la meta.
Verità lo scopo.
Rettificazione dell’umano il risultato.
Manifestarsi del Divino.




Cap. 2 L’AZIONE

Il pensiero è la potenza interiore capace di collegare conoscitivamente l’Io con la realtà essenziale dell’universo, mentre (attualmente) il pensato è il prodotto del vincolamento di tale potenza ai bisogni ed ai desideri dell’impalcatura fisica tramite la quale l’Io può individualizzarsi.

Normalmente si è coscienti e si vive solo nel pensato e del pensato,cioè si trae la coscienza di essere e di esistere solo dal poggiare la potenza di concepire sulla realtà esterna e sul proprio mondo emotivo razionale interiore.

Il punto è che ci si trova a pensare solo ciò che si desidera,solo ciò che la natura bio-psichica desidera,solo ciò che si è predisposti a concepire, ossia che ci si trova ad essere coscienti ed a decidere solo quando il vincolamento,l’oscuramento intuitivo è avvenuto.

Tale la comune coscienza di veglia.

E tale è la condizione dalla quale occorre iniziare per potenziare il pensiero.

Occorre abituarlo a stare dinanzi all’Io come pura potenza conoscitiva non più applicata ad alcuna cosa ,poggiante su nulla,su se medesima,libera.

Allora e soltanto allora la possibilità di una luce di libertà e purezza inizia a balenare gradatamente,e la separazione fra la capacità di intuire ed il substrato di predisposizioni ed innatismi che la distorcevano inizia a verificarsi, in quanto questi ultimi possono vivere solo della vita strappata al pensiero e non di vita propria, privarli del pensiero da distorcere è progressivamente placarli,incenerirli,purificarli sino al punto di trasmutarli in filtri puliti e fedeli di quella vita di verità che prima potevano solo distorcere.

Giungere a tanto -a porsi la potenza conoscitiva (che è il pensiero) nuda dinanzi all’Io- lo si può soltanto risalendo il decorso tramite cui il pensiero si manifesta.

Ossia : concentrazione.
Arida.
Apsichica.
Geometrica.
Concentrazione contessuta di volontà.
Che è volontà del vero.
Amore del vero.
Volontà di amore.

Occorre poggiare inizialmente la capacità di pensare su di un oggetto artificiale fabbricato dall’uomo, il più semplice ed il meno emotivamente interessante possibile (penna,scarpa,spilla,bottone,bicchiere,cavatappi,zappa,etc…) e in solitudine ricostruirlo mentalmente,analizzarne e visualizzarne la forma,le singole componenti,il colore,il materiale,l’uso a cui serve,le connessioni logiche e gli altri oggetti che ad esso si riconnettono,se ne può fare brevemente la storia rintracciando l’evoluzione dell’oggetto.

Tutto ciò in solitudine,concisamente,attentamente,il più minuziosamente possibile,senza divagazioni, concentrando i pensieri solo su tale operazione volitiva di ricostruzione e di unificazione mentale di un oggetto ideato dall’uomo.

Ciò per circa qualche minuto.
Limpida attenta minuziosa operazione di pensiero contessuta di volontà.
Al termine di questa azione preliminare, occorre riprendere l’insieme dei pensieri dipanati attorno all’oggetto (ossia tutto ciò che si è pensato nel corso degli almeno alcuni minuti) e tentare di contemplarli TUTTI INSIEME, in sintesi,in un unico “concentrato di significato.

Compiere o tentare di compiere ciò per almeno qualche altro minuto, regolandosi temporalmente ad intuito.

Così come spontaneamente,senza neppure esserne coscienti,al termine della lettura di un libro,il senso (la sintesi) di tutto ciò che si è letto affiora nella mente in un unico insieme intuitivo,adialettico,che precede nei pensieri le parole con cui eventualmente si potrebbe descrivere ciò che si è letto, così (coscientemente e volitivamente) al termine della ricostruzione mentale dell’oggetto occorre fermarsi contemplativamente al livello di pensiero in cui la SINTESI di tutto ciò che si è pensato è una pura evidenza,un’idea allo stato formante,un senso pieno di significato che PRECEDE LE PAROLE con le quali eventualmente lo si potrebbe esprimere scomponendolo.

In definitiva si viene a consumare,ad incenerire,a trascendere il dialettismo,il dispiegarsi delle parole,la frase fatta, poiché quando si tenta di osservare unitariamente,in sintesi,in un unico “colpo d’occhio” mentale,tutto ciò che si è pensato attorno all’oggetto,NON SI PUO’ PIU’ PENSARE A PAROLE, si salta di livello,si è costretti a raggiungere,si è in grado di “toccare” la zona interiore in cui il pensiero sta per rivestirsi di un contenuto,di un significato discorsivo, è sul punto di farlo ma non è più le parole con cui lo si può tradurre e scomporre,è qualcos’altro,inizia a ritornare nudo : spogliato delle parole con cui si determina, il pensiero inizia a rafforzarsi ed a mostrarsi in quella zona sorgiva in cui ancora non può rivestirsi di errore.

L’apparente semplicità della tecnica concentrativi,l’apparente meccanicità che sembra contraddistinguerla, l’apparente lontananza da ogni contenuto metafisico-simbolico,magico,religioso può trarre in inganno i “miopi dello spirito”,mentre in realtà è l’inizio e la chiave di volta pressoché imprescindibile di ogni rettificazione individuale,di ogni ascesa conoscitiva dell’uomo verso il proprio assoluto.

Tutto il resto è erudizione.

Nulla può essere compreso se la capacità di comprensione è impura in partenza.

La prima ascesi attualmente è la rettificazione della propria capacità conoscitiva.

L’inizio di tutto non può essere un verità imparata (qualunque essa sia e per quanto “giusta” essa possa essere) dalla quale dedurre norme,orientamenti e dogmi, ma soltanto ed unicamente la verifica e la rettificazione della capacità che permette di imparare, ossia la coscienza e l’esperienza dell’atto del conoscere che è tutt’uno con la sua purificazione.

Insistere nella tecnica concentrativi permette di prendere coscienza del livello di luce in cui ancora non si pensa discorsivamente, poiché osservare in sintesi -tutti assieme- l’insieme di pensieri discorsivi dipanati attorno ad un oggetto e cercare di mantenere per alcuni minuti tale osservazione,implica un salto di livello interiore,ci si trova ad avere a che fare con UNA FORZA che tiene unita un’evidenza,che tiene unita l’essenza,l’idea,il concentrato adialettico (privo di parole) di quanto si è pensato.

Tale forza è pura.

Tale forza è ciò che continuamente dà vita a ciò che si pensa,ma che mai si è in grado di sperimentare,perché si è troppo avvinti al significato di ciò che si pensa,al prodotto del pensiero,al concetto pensato e non a ciò che permette di concepirlo.

Insistere nella tecnica concentrativa purifica.
E’ l’inizio.
E’ il progressivo SPERIMENTARE sempre più lucidamente l’elemento formativo dei pensieri,che non è i pensieri pensati ma ciò che permette di produrli.

E’ il progressivo prendere coscienza di sé al livello in cui i pensieri STANNO PER FORMARSI, superando il comune livello di veglia e dell’errore in cui si diventa coscienti di sé e del mondo nel pensato,fra i prodotti dialettici,discorsivi in cui l’elemento formante si è già rinchiuso e degradato,poiché gli innatismi e le predisposizioni caratteriali e la razza dell’anima sono ciò che ha ricoperto il suo cadere -folgorare- fra loro di per sé inerti.

E l’Io inizia a purificarsi nel prendere coscienza di sé senza dover pensare qualcosa ma pensando soltanto,poggiando sul potere formante dei pensieri e non sui pensieri già formati.

E’ l’inizio della libertà dalle opinioni,dalle verità accettate perché desiderate in quella forma,dalle frasi fatte che la propria personale natura preferiva.

Tramite la disciplina “concentrativa” l’Io si conquista un terreno vergine,una zona pura,una luce di serenità di giudizio,ossia una autonomia dai propri vincoli che parallelamente è la possibilità di scorgere sempre più disinteressatamente (secondo i propri compiti e le proprie possibilità) il “nocciolo dei problemi” che si pone, sino a che la soluzione può spontaneamente fiorirgli in animo come naturale conseguenza del seme posto con la progressiva liberazione dell’Io.

Tale la via della Verità.
L’inizio di essa:

E con tale inizio l’anima si rischiara.

Poiché conoscere,concepire secondo verità è elevarsi alla qualità delle cose,alla loro bellezza morale,alla riposta purezza della realtà,mediante un atto interiore che è lucidità conoscitiva e splendore animico contessuti di volontà ossia di amore ( si può volere solo ciò che si ama).

Infine il potere formante dei pensieri si mostrerà quale essenzialmente E’ : scultorea qualità SOLARE in uomo, natura SOLARE che struttura la sovrumanità dell’IO.


HELIOS FK AZIONE SOLARE


BIBLOGRAFIA :

RUDOLF STEINER- LA FILOSOFIA DELLA LIBERTA’ (EDITRICE ANTROPOSOFICA)
MASSIMO SCALIGERO –TRATTATO DEL PENSIERO VIVENTE (TILOPA ROMA)
MASSIMO SCALIGERO- LA TRADIZIONE SOLARE (TESEO ROMA)
MASSIMO SCALIGERO- LA LOGICA CONTRO L’UOMO (TILOPA ROMA)

giovedì 30 aprile 2009

LE DUE VIE






- LE DUE STIRPI -


TUTTA LA STRUTTURA MINERALE DEL MONDO E' PERVASA DA FORZE DI
GELO.

GELO MORALE, SOTTILE, IMMATERIALE.

PERTANTO ACCADE CHE L'UOMO PERCEPENDO LA REALTA' MEDIANTE I SUOI SENSI, VENGA INVASO DA TALE GELO.

QUOTIDIANAMENTE, LUNGO TUTTO IL CORSO DELLA VITA, SI VERIFICA
UNA CONTINUA ASSUNZIONE DI GELO MINERALE MEDIANTE LA NORMALE
PERCEZIONE SENSORIA.

DALLA PERCEZIONE DEL MONDO FISICO L'UOMO RICEVE CONTINUAMENTE
FORZE DISUMANE DI GELO CHE SI SEDIMENTANO INAVVERTITE NELLA SUA
INTERIORITA'.

ED E'LA CONTINUA ASSUNZIONE DI VELENI MORALI MEDIANTE LA SPON=
TANEA PERCEZIONE FISICA DEL MONDO.

E' QUESTO UN EVENTO NUOVO VERIFICATOSI IN MANIERA ACCENTUATA PROPRIO AGLI INIZI DEL 1900.

CONTEMPORANEAMENTE ALL'AVVENTO DELLA MASSIMA INTENSITA' DI
PENSIERO.

IN EPOCHE PRECEDENTI IL GELO MINERALE DEL MONDO ERA MITIGATO
NELL'INTERIORITA' UMANA DAL PARALLELO ACCENDERSI DI ARMONIOSE
QUALITA' ANIMICHE IN CUI PER ATTIMI IL CALORE CHE SORREGGE IL MONDO VENIVA PERCEPITO E AMATO.

E L'UMANITA' RIUSCIVA A MANTENERE UN CERTO EQUILIBRIO NEI RIGUARDI DEGLI ASPETTI PIU' CRUDI E DESOLATI DELLA REALTA' FISICA.

POI GLI EVENTI SI RADICALIZZARONO. CREBBE IL POTERE INTELLETTUALE IN UOMO, IN VARIO GRADO E MISURA MA IN TUTTI.

E LE ANIME SI INARIDIRONO NELLA STESSA PROPORZIONE.

PERTANTO AD OGNI SGUARDO DELL'UOMO VERSO IL MONDO, OGGI, CORRISPONDE UNA DOSE DI VELENO ANIMICO CHE LO ASSALE E GLI RIMANE IN
ANIMO, ACCUMULANDOSI NEL PROSIEGUO DELLA VITA.

TALE GELO SPONTANEO E' IL PROMOTORE DI OGNI DISUMANITA' IN
UOMO.

E' IL SUGGERITORE DELLA MISTICA FIDUCIA IN UN ORDINAMENTO MECCANICO DEL MONDO.

UN ORDINAMENTO IN CUI GLI UOMINI SIANO SOLO NUMERI.

IN CUI I LORO ORGANI FISICI POSSANO ESSERE SMONTATI E RIMONTATI
COME NELLE MACCHINE.

UN ORDINAMENTO IN CUI L'ECONOMIA POSSA ESSERE CAPITA MEDIANTE
NUMERI E CALCOLI.

ED IN CUI OGNI LUCE MORALE SEMBRA INGENUA, SOGGETTIVA ILLUSIONE
CHE NULLA HA A CHE VEDERE CON L'OGGETTIVITA' MOSTRUOSA DEL "REALE".

ED INVECE IL MONDO E' SORRETTO DA VIVENTI LEGGI MORALI CHE SONO
IN RAPPORTO DIRETTO CON L'INTERIORITA' DELL'UOMO.

E CIO' MEDIANTE ASCESI DEL PENSIERO E' INDIVIDUALMENTE VERIFICABILE.

MENTRE L'ASSUNZIONE DISUMANA DELLA REALTA' DERIVA PROPRIO DAL
MANCATO IMPEGNO ASCETICO DI TUTTI GLI ORIENTATORI (POLITICI,
SCIENTIFICI, RELIGIOSI, MORALI) DELL'ATTUALE CIVILTA'.
POICHE' IL GELO MINERALE FINISCE PER PROSCIUGARE, PER INDURIRE
L'ANIMA, IL SENTIRE DI TUTTI GLI UOMINI.
PRODUCENDO IN ESSI LA CONSEGUENTE ATTITUDINE INTERIORE VOLTA
ALLA MECCANICITA' ED ALLA INVOLONTARIA CRUDELTA'.

ACCADE INVECE NELL'ASCESI CHE UN IMPERCEPIBILE FISICAMENTE MA
REALE CALORE INTERIORE SI CREI.

UN CALORE INTERIORMENTE PERCEPIBILE.

IMMATERIALE ED AUREO.

E' IL POLO VERO DELLA REALTA'.

POICHE' NELLO SFORZO IN CUI SI TENTA DI CONTEMPLARE IL PENSIERO  :  LA VOLONTA' CHE LIBERAMENTE SI DECIDE DI USARE, CREA CALORE.

CREA UN VALORE CHE IMMETTE NELL'ANIMA, NELL'INTERIORITA' LE ARMONIE SOVRACEREBRALI.

LA SACRITA'.

IN TALE VALORE VI E' LA LIBERTA' RISPETTO AL GELO DEL MONDO
MINERALE.

VI E' LA POSSIBILITA' DI SPERIMENTARE UNA REALTA' INTERNA AL
PENSIERO.

UNA REALTA' FONDATA SUL CALORE ANIMICO.

SULLA BONTA'.

SULLA DEVOZIONE.

CIONONDIMENO: UNA REALTA' OGGETTIVA E UNIVERSALE.

OGGETTIVA E UNIVERSALE TANTO QUANTO IL MONDO FISICO, E PIU' DI
ESSO.

DERIVERA' DA CIO' LA NASCITA DI DUE STIRPI UMANE, NETTAMENTE SEPARATE FRA LORO: GLI INTERIORMENTE CONSACRATI ALLA FONTE MORALE
DEL MONDO, ED I PLASMATI DAL GELO DISUMANO.

TALE SARA' LA LOTTA CHE SI SCATENERA' NEL MONDO.

LOTTA CHE GIA' ESISTE MA CHE NON E' INELUTTABILE.

POICHE' QUANTA PIU' RETTIFICAZIONE DEL PENSARE UMANO AVVERRA'
MEDIANTE ASCESI, TANTO MENO GELO AVRANNO A DISPOSIZIONE GLI SPONTANEAMENTE IMMALVAGITI PER PROSEGUIRE NELLE LORO POSSESSIONI.

TALE E' LA DIVISIONE VERTICALE CHE SI STA VERIFICANDO NELL'EPOCA
MORALE.

UNA DIVISIONE APPUNTO MORALE, INTERIORE, FRA TUTTI GLI UOMINI.

UNA DIVISIONE DATA DA QUANTO ESSI VORRANNO FARE PER RIASCENDERE
AL CALORE MORALE, O PER INABISSARSI NELLA MALVAGITA' DISUMANA
CHE ODIA L'INTEGRITA' E LA PIETA'.

AMBEDUE SARANNO SCELTE VOLITIVE.

SARANNO STRADE IMBOCCATE IMPIEGANDO LA PROPRIA VOLONTA'.

L'UNA, LAVIA DEL CALORE,POTRA' ESSERE PRATICATA MEDIANTE UN
RAFFORZAMENTO DELLA COSCIENZA SINO AL SALTO DI PENSIERO DAL
CAPIRE CONCETTUALMENTE UN VALORE, SINO AL VIVERE SINTETICAMENTE IN ESSO.

L'ALTRA E' LA VIA SONNAMBOLICA DEL PERVERTIMENTO PRERAZIONALE,

OSSIA VI SARA' PRIMA UN PREVENTIVO IMMALVAGIMENTO DELL'INTERIORITA',E POI UN ADEGUAMENTO AD ESSO DELLA RAZIONALITA' MEDIANTE
CARENZA DI COSCIENZA LOGICA DEL MISTERO DEL PROPRIO ESSERE
INTELLIGENTE.

IN PRATICA COLORO CHE EVENTUALMENTE INSISTERANNO NEL GELO E NELLA DISUMANITA' AGIRANNO IN STATO DI EBBREZZA MALIGNA, UN'EBBREZZA CUI ASSERVIRANNO TUTTA LA PROPRIA INTELLETTUALITA'.

CIO' POTRA' ESSERE IN LARGHISSIMA MISURA EVITATO SE COLORO CHE
PRATICHERANNO L'ASCESI SARANNO IN NUMERO SUFFICIENTE E SE LO
FARANNO IN MISURA SUFFICIENTEMENTE INTENSA.

NULLA E' PREORDINATO O FATALE.

TUTTO DIPENDE DALL'ATTO LIBERO DELL'INDIVIDUO.

QUINDI L'UMANITA' POTRA' DIVIDERSI IN DUE STIRPI, IN DUE RAZZE,
SOLTANTO SE QUELLA BUONA NON ASSOLVERA' BENE IL PROPRIO COMPITO.

ALTRIMENTI TUTTO SI POTRA' SANARE.

E NEL MONDO POTRA' DILAGARE IL BENE.

IL LOGOS SOLARE D'OCCIDENTE.


HELIOS FK AZIONE SOLARE








BIBLOGRAFIA :
RUDOLF STEINER- LA FILOSOFIA DELLA LIBERTA’ (EDITRICE ANTROPOSOFICA)
MASSIMO SCALIGERO –TRATTATO DEL PENSIERO VIVENTE (TILOPA ROMA)
MASSIMO SCALIGERO- LA TRADIZIONE SOLARE (TESEO ROMA)
MASSIMO SCALIGERO- LA LOGICA CONTRO L’UOMO (TILOPA ROMA)


martedì 28 aprile 2009

IL POTERE CHE PERMETTE DI PENSARE



UN CONCETTO SORGE DAL NULLA E SI AFFACCIA NELLA MENTE.

LA CEREBRALITA’ LO AVVOLGE E NE TRAE PAROLE CHE LO TRADUCONO.

SOLO A TAL PUNTO SORGE LA PERCEZIONE DI PENSARE.

E L’IO UMANO -POICHE’ GLI APPAIONO LE PAROLE CON CUI PENSA- SI ACCORGE DI VIVERE E DI ESISTERE.

NELLA ZONA IN CUI I CONCETTI SORGONO VI E’ L’AGIRE DI FORZE PIU’ CHE UMANE.

FORZE CHE GLI ANTICHI INVESTIGAVANO E INVOCAVANO ( IN MANIERA PIU’ O MENO PURA ,PIU’ O MENO SANA) TRAMITE I RITI.

FORZE CHE L’UOMO MODERNO PUO’ CONTEMPLARE DIRETTAMENTE SE SI INNALZA AL LORO LIVELLO, RIMANENDO COSCIENTE MA PENSANDO SENZA PAROLE.

TALE FU’ LA RICHIESTA ULTIMA CHE L’UOMO MODERNO POSE A SE STESSO, RICHIESTA CHE ERA INTERNA ALL’IDEALISMO FILOSOFICO OCCIDENTALE (GENTILE ED IL PENSIERO PENSANTE).

MA UN CONTO E’ CAPIRE TUTTO CIO’ ED UN CONTO E’ SPERIMENTARLO,METTERLO IN PRATICA,REALIZZARLO.

CONTEMPLARE IL PENSIERO MENTRE E’ SUL PUNTO DI ASSUMERE UN SIGNIFICATO, E’ TROVARSI AL COSPETTO DI UN POTERE PIU’ CHE UMANO,POSTO ALL’ORIGINE DEL COMUNE PENSARE QUOTIDIANO.

CONTEMPLARE IL PENSIERO MENTRE CUSTODISCE IN SE UN SIGNIFICATO SENZA ANCORA TRADURLO IN PAROLE,IN CONCETTI DISCORSIVI, IN LINGUAGGIO UMANO DISCETTANTE, E’ PORTARSI AL COSPETTO DI UN POTERE UNITIVO CHE TIENE UNITO UN SIGNIFICATO.

TALE POTERE UNITIVO E’ OLTRE L’UMANO,E’ UNA CORRENTE DI VITA SUPERIORE,E’ IL POTERE CHE PERMETTE DI PENSARE.

E’ IL SOVRUMANO IN UOMO.




HELIOS FK AZIONE SOLARE

lunedì 27 aprile 2009

RISPETTO NUOVO



3/5078
TRASMUTARE IN SACRO


MOSTRUOSA CHIUSURA PRODUTTRICE DI CALCARE.
PROCESSO DI OSSIFICAZIONE NEI PENSIERI.
E’ IL CINISMO DISPREZZANTE.
MARXISTI E MODERNISTI.

MANCA LA DEVOZIONE.
LA LIMPIDA FIAMMA CHE SCALDA IL CUORE.

MA NELL’IDEA SI ACCENDE L’UNIVERSO BENE.
E DEVOZIONE SPLENDE.
E’ LA FIAMMA DELL’ASCENDERE.
POTERE CHE RIAFFERA IL MALE STRATIFICATO E LO TRASMUTA.
LO RENDE ALLA LUCE DA CUI DECADDE.
LO REDIME.
E NUOVA REALTA’ SI CREA.

SORGONO POTENZE CAPACI DI MANIFESTARE I CIELI.
CAPACI DELL’IMPOSSIBILE DA AMMIRARE IN QUANTO REALIZZATO.
CAPACI DEL MIRACOLO.

E’ TRASMUTARE IN SACRO.


HELIOS FK AZIONE SOLARE

domenica 19 aprile 2009

NUME INCORRUTTIBILE



VI ALITA LA LUCE


INFINE SI DEPURA L’ANIMO.
E LO SGUARDO SUO UCCIDE LA MORTE.

AVVIENE IL TRAPASSO DALL’UOMO ALL’ANGELO.
NUME DI POTENZA E ORO.

ED IL CAMMINO E’ GUIDA DI SE STESSO
POICHE’ VI ALITA LA LUCE.

E L’ETERNITA’ RISCHIARA L’ALI DISPIEGATE.

S’INCENDIA LA VIRTU’.
ARDE DI PURA FIAMMA RINNOVATA IN CIELO.

VI E’ GLORIA.
GLORIA VIRTU’ E AMORE.

FRA CORI DI SPLENDORE.
FRA CORI SEMPITERNI.

FRA CUORI DISSETATI.

IN CIELO LA FIGURA GUARDA L’ANGELO.
DIVINA FIGURA DI PIETA’ CHE AL NUME VOLGE IL SORRISO.

L’UOMO TRASFUSO IN ANGELO : RICORDA.
NUME DI FIAMMA E ORO INCORRUTTIBILE.

RICORDA E SA.
CONOSCE E VIVE NEL POTERE ETERNO DEL CREARE LUMINOSO.

POTENZA ETERICA DEL TUONO NELL’IDEA CHE ARDE.



HELIOS FK AZIONE SOLARE

giovedì 16 aprile 2009

ALTARI DI FIAMMA





ALTARI DI FIAMMA   -UNIVERSALITA’ DEL SOLE D’OCCIDENTE-


Capitolo I

Quando una persona aderisce con animo sincero ad un ideale sovrumano, aureo, vasto e luminoso, la sua individualità si sdoppia, si aggiunge all’umano un ente più che umano, che è della stessa natura di ciò a cui l’individuo volge il suo anelito interiore.
In pratica accade che sorge alla vita ciò che si ama.
Un amore sacro accende la vita di entità che si aggiungono all’individuo e lo “trasformano” lo mutano in qualcosa di altro, in qualcosa – in questo caso – di superiore rispetto a ciò che si era.
Pertanto un idealismo sincero e vasto, permeato di intelligenza ignea, generoso e puro, scintillante di coltivato acume e di voluta onestà, può collegare l’individuo con entità sovrumane che sono la fonte creante ed il perenne fluire di quei valori.
Tutto ciò è umanamente concepibile come passeggero stato d’animo puramente soggettivo, tuttavia e per contro è sperimentabile come realtà oggettiva e concreta, permanente e operante che è indagabile e di cui si può verificare “l’inesauribilità”.
Così come il tenebroso e l’opprimente sorgono spontaneamente e assediano l’attuale umanità moderna poiché vengono continuamente evocati da personalità avide e perverse che ignorano quanto veramente stanno compiendo, così – volontariamente – il luminoso e l’armonico possono – e devono – ESSERE EVOCATI da individualità che – consapevoli e determinate – sappiano connettersi alla fonte unica ed eterna (ARCANGELICA) del bene e del vero.
Ciò presuppone la ben approfondita conoscenza del concetto di ascesi.
Per ascesi può intendersi un atto interiore libero che ripetuto volontariamente può portare a sperimentare coscientemente e quindi a creare magicamente i valori in cui si crede, i valori anelati, i valori amati.
Un’azione della volontà.
Un’azione immateriale ripetuta e indagata.
Un’azione sperimentale che può produrre effetti sananti.
Tutto ciò è l’opposto preciso di ciò che avviene nel comune vivere spontaneo, in cui la somma delle potenze di ira e sdegno, di furia omicida, di libidine feroce, di avidità senza limiti, superano di molto i momenti di serenità o di sincera volontà del bene, durante l’intera durata della vita di ogni generazione.
Per cui in definitiva il comune vivere è come un’ascesi inversa ottenuta spontaneamente, in cui quanto si crea di tenebroso nei momenti di depressione o di tragedia umana è l’unico ente vivente che viene evocato, con intensità non eguagliata dai momenti di pace che al massimo addormentano e placano le volontà ma che non creano nulla.
Senza un’ascesi volitiva del bene, ossia senza un determinato e volontario agire interiore capace di creare il bene, non può esservi pareggio nel mondo, poiché lo spontaneo sommarsi dei momenti di malvagità non ha alcun correttivo redentorio.
In definitiva portare a manifestarsi nel mondo qualità sovrumane è il senso e lo scopo della vita ed è l’unica azione capace di sollevare l’indirizzo di intere civiltà.





Capitolo II

INFINE L’ORO DISSOTTERRA LA GLORIA.
INFINE DAL SILENZIO ERMOPE L’ARMONIA.
INFINE VI È LAVACRO.
- PURA VETTA GIUBILO –
E L’ATTO CHE SI COMPIE È FERRO CHE ATTERRISCE IL MALE.
LUCE SEMPITERNA ERETTA SULL’ALTARE.
GLORIA CHE CINGE LA CORONA.
LUCE–VIRTÙ FIAMMANTE.
ARDE – OLTRE IL CREPUSCOLO – LA VOLONTÀ CHE INSEGUE IL LAMPO.
E L’ANGELO DELLA FIAMMA È LÌ CHE ATTENDE LA VITTORIA.
ASPETTA FRA I PETALI DI NITIDA DIGNITÀ.
MA CIÒ CHE È ATTESO NON È L’INNALZARSI DEL SENTIRE.
L’ATTO DELLA VOLONTÀ CHE INSEGUE IL FORMARSI DEI PENSIERI
È CIÒ CHE SI ATTENDE DALL’UMANO.



CAPITOLO III

Quando sacro entusiasmo sorge
Un uomo nuovo nasce.
Sacro entusiasmo per ideali appena intuiti ma già capaci di incendiare l’anima.
Sacro entusiasmo che è riconnessione al valore aureo che è la fonte del solo bene, dell’unico vero, dell’universale archetipo umano.
L’anima viene innalzata ove può sfiorare una qualità verso la quale sa di dover essere sincera.
E ciò è purità.
Ciò è devozione.
Ciò è già innalzarsi oltre l’umano.
Sia pure per attimi, sia pure all’interno di brevissimi – lampeggianti – apici: ciò è ascendere oltre l’umano.
La fonte di ogni intuire è riposta a tali livelli.
Così pure la fonte di ogni vera ispirazione artistica.
Sacro fuoco.
Sacro entusiasmo.
Quintessenza di individuale e solitaria esperienza che pure è universalmente sperimentabile da ogni uomo.
Tale è la fonte oggettiva della verità universale.
L’unica e la sola.



CAPITOLO IV

Sorge e si incorona.
Assurge al lampo.
Permane nell’anima che per attimi è desta.
- desta e incendiaria –
Tale è l’Angelo della Fiamma.
Atto di espansione e di accensione in cui ciò che vi è di nobile nell’anima: per attimi trova alimento e divampa.
Ed una situazione si crea – una realtà – in cui individui che vivevano alla periferia della propria interiorità, si illuminano e trovano enti che abitavano il centro della propria anima.
Li trovano e li risvegliano.
Altri occhi si accendono e mai più la persona tornerà quale era prima.
Una nuova sensibilità ora osserva il mondo attenta agli enti del calore.
E tale evento – che deve ripetersi e che tende a ripetersi – è un’Esperienza interiore.
È un evidenza vivente.
È un dato di fatto oggettivo.
Reale tanto quanto il mondo fisico esterno e più di esso.
L’interna soddisfazione – che è il coronarsi di un amore – che riempiva l’animo di un Romano nel vedere le proprie insegne vittoriose ed erigenti ed accettate e trionfanti, era simile a quella di un cavaliere Templare oppure a quella di un puro animo Ghibellino.
Tale interno amore trionfante e incendiario era sconosciuto ai nazionalisti inglesi e francesi, ai tetri teologi javetici, ai guelfi di ogni risma.
Si può dire che un pensiero incendiario ha attraversato l’Europa nel corso degli ultimi 3000 anni.
Dapprima vittorioso poiché fondato sulle esperienze soprasensibili che si ottenevano nelle sedi di alcuni misteri d’occidente (Apollo Delfico o Diana Efesina o Ibernia nella lontana Irlanda) venne poi perseguitato e sconfitto negli ultimi due millenni di storia.
Albergò nei Catari quale espressione purissima di una devozione che giunse a farsi veggenza.
Ed ovunque si accese eresse nei pensieri degli “altari di fiamma”.
Espanse i nessi logici del pensare, ponendoli a contatto con una realtà di fiamma che era – e che è – puro amore.



HELIOS FK AZIONE SOLARE











sabato 11 aprile 2009

L'ESSENZA VIVENTE


CULTURA SOLARE
Il Sapere è attualmente concepito come una realtà inerte, da tutti acquisibile in virtù di un processo di quantificazione.

Un Sapere che in realtà è un oscillare puramente mentale fra svariate forme di erudizione, tutte egualmente inutili.

Un Sapere minerale a cui ognuno può attingere, limitato soltanto dalle capacità di carico delle proprie "sacche mentali", immagazzinando nozioni come materia grezza da raffinare intellettivamente e individualisticamente.

In definitiva si tratta di una "Cultura" esterna alla Persona, mercificabile e generalizzabile proprio in virtù della assoluta epidermicità che la caratterizza.
La stessa Logica delle dimostrazioni concettuali, della verifica mediante connessione di concetti di quanto si desidera affermare, permette di intuire l'estrema epidermicità ed impotenza della cultura attuale, nonché la sua ignoranza effettiva.

Discorsivamente è possibile affermare o negare tutto, col nulla e nel nulla ci si può agitare indefinitamente.

Verificare una pseudo-verità mediante la validità logica dei concetti, da essa deducibili, implica una effettiva cecità interiore, una incapacità a discernere per diretta evidenza, una remissione totale passiva e senza riserve - a meccanicismi dialettici.
Soltanto chi è cieco può pretendere di dimostrare che il sole è nero e soltanto accecandosi e dimenticando gli si può credere, e ciò nonostante ciechi si rimane.

Le dimostrazioni e le analisi della cultura attuale valgono soltanto per i ciechi schiavi dell'astrazione, che di tutto discutono ma nulla realmente trasmutano e vedono. Le dimostrazioni a nulla valgono. Nulla può realmente essere dimostrato.

Tutto può soltanto essere conquistato per diretta evidenza.
Oltre ogni confutazione o analisi, oltre ogni opinione, oltre ogni cultura puramente discorsiva, ciò che veramente convince e muove gli animi è un sottile interagire di disposizioni interiori che poste di fronte alle "opinioni culturali o correnti di pensiero" reagiscono - occultamente - con precise reazioni di avversione o di indifferenza o adesione che soltanto dopo - a scelta avvenuta - trovano giustificazioni dialettiche mascherate di obiettività.
E' qui che entra in questione la reale dimensione in cui il concetto di cultura va posto. COLTO NON E' COLUI CHE DISCUTE DOTTAMENTE MA COLUI CHE SI E' PLASMATO INTERIORMENTE.

Cultura è coltivare se stessi. Agire formativamente sul caotico insieme di potenzialità, disposizioni, qualità etiche presenti nella propria persona in guisa di natura grezza. Portare a maturazione, attualizzare alcune fra le svariate disposizioni interiori che la propria compagine umana possiede. Incenerirne, domarne, controllarne altre in base a precisi principi oggettivi ed eterni di dignificazione e autopossesso.

Ciò è cultura.
Cultura la cui etimologia di origine agricola non è affatto fuori luogo, ma pienamente giustificata, in virtù di una perfetta corrispondenza analogica fra coltivazione fisica dei campi e quella sottile della propria interiorità. In base a ciò è assolutamente dannoso - finanche malvagio - erudirsi su concetti e nozioni che non riguardano le immutabili leggi interiori dell'uomo, che non sono traducibili in azione e norma individuale, che non abbiano una funzione ordinatrice, elevante, tonificante in qualità di stimoli ideali.

Cultura pertanto è attiva, dinamica,dignificante opera plasmatrice che può essere svolta soltanto in prima persona, in se stessi e su se stessi.
La cultura reale è il seme del miglior se stessi intuibile fra le proprie valenze che - riposto nella mente e nel cuore di ognuno - attende gli stimoli e le adatte disposizioni che lo possano far germogliare.

Intuire tutto ciò, come una verità da sempre più o meno coscientemente posseduta, ma a cui mancava la forma adatta a tradurla in concetti, può dare la misura e rendere l'idea di ciò che veramente sia il sapere, la conoscenza, la cultura.

Cultura non è imparare dall'esterno - in virtù di operazioni mnemoniche - concetti e parole, ma è un far riaffiorare, un portare alla luce i principi ispiratori più alti, nobili e dignificanti che nel nucleo centrale del proprio essere attendono di venire sviluppati, di germogliare, di giungere alla luce della coscienza per informare l'intera persona.

Cultura è il compito fondamentale dell'uomo: tendere alla verità che è riposta in lui - non all'esterno - e che non è composta di concetti, o dottrine, ma di potenzialità pure che attendono di essere attuate; trapassando così da un modo d'essere - che subisce se stesso ed i propri automatismi istintivi e pscicologici - ad un altro modo d'essere che è darsi una forma, rischiarare una tenebra, portare a compimento ciò che di più chiaro, elevato, degno si riesce ad intuire in se stessi.

Le tenebre dell'ignoranza altro non sono che l'acre divampare di ciò che di più basso, oscuro, maligno o egoistico tenta di manovrare le proprie azioni, spesso sostituendosi alla cosciente presenza a se stessi che - volendo - è capace di agire indipendentemente da ogni limitazione degradante.
In definitiva il giusto e l'ingiusto, il vero o il falso, la cultura e l'ignoranza non sono sfere d'azione dottrinale esterne alla persona, concetti ai quali basti aderire - rimanendo passivi, informi e incoscienti entro di sé - per entrare automaticamente nella sfera d'azione del Santo e dell'infero, ma principi interiori contessuti alla propria persona, tendendo a ciò che di migliore - anche se sfocato e fumoso - si riesce ad intuire in sé.

A nulla vale erudirsi. L'uomo si plasma o viene plasmato in base alle certezze occulte o coscienti che coltiva in sé oppure in base agli stimoli degradanti che automatisticamente la passività interiore - la reale ignoranza - ingenera in lui.
Nell'ambito della vera cultura non tanto è importante in quale campo si investighi - ogni direzione riporta all'assoluto - ma cosa si cerca.
Se si cerca se stessi, il proprio assoluto trascendente, simile al Divino (identico ad esso dicevano gli antichi e non sbagliavano), soltanto in virtù di tale azione, se portata sino in fondo, lo si troverà ovunque.
HELIOS FK AZIONE SOLARE