venerdì 11 settembre 2020

FUOCO ETERICO




A  RUDOLF STEINER E MASSIMO SCALIGERO
      MAESTRI SOLARI



FUOCO ETERICO


DESERTO ESTREMO INFINE ACCOLSE L’UOMO E LO RESE LIBERO DAL BENE.
LA LIBERTA’ MODERNA DIVENNE ATTITUDINE SPONTANEA AL MALE.

IL PENSIERO SORSE CHIARO E DEFINITO E  NETTO MA ARIDO E PROSAICO.
TACQUE OGNI DIVINA VOCE QUALE ECO DEL SUSSURRIO DI DEI.

 SI SPENSE OGNI PERCEZIONE DELLA SUPREMA VIRTU’ CHE TUTTO RISANA E LAVA.
TENEBRE FITTE ACCOLSERO IL SILENZIO IN CUI SOLO I CONCETTI LAMPEGGIANO.

NEL DESERTO MUTO E OSTILE RIMASERO SOLO I PENSIERI A SOSTENERE L’UOMO.
ED I PENSIERI SEPPERO SOLO MISURARE LA MINERALITA’ DEL GELO.

PRECISI E NETTI E NITIDI SEPPERO INDAGARE IL PESO DELLA MORTE.
SEZIONANDO CADAVERI E DOLORE NACQUE LA SCIENZA DAL DEMONIO.

POTEVA NON ESSERE COSI’. POTEVA LA BELTA’ ESSERE MANTENUTA E AMATA.
POTEVA IL PENSIERO MINERALE MANTENERE IL RICORDO DEGLI DEI.

L’ESTREMA SOLITUDINE IDEANTE AVREBBE DOVUTO MANTENERSI ALATA.
AVREBBE POTUTO SALVARE IL RICORDO IGNEO DEI CIELI E DELLE VETTE SACRE.

IL RICORDO DELLA VITA AVREBBE  RISANATO LA PRESENZA DELLA MORTE.
AVREBBE LAVATO IL FETORE DELLA PIETRA INFERNALE NEI CERVELLI ACUTI.

 FURONO I TEOLOGI A PERPETRARE IL DANNO
 MENTRE  RAGGELATI INVEIVANO CONTRO IL DIO SOLARE.

FURONO I SEDIMENTI CADAVERICI  DELLA CIVILTA’ SEMITA
CHE  -ODIANDO FOLLEMENTE-  SEPPELLIRONO LA VISIONE DEI NUMI ETERICI.

IL DIO SOLARE ANNUNCIATO NEI MISTERI E NEI MISTERI AMATO
FU RAGGELATO E  COPERTO DA MASSE STERMINATE DI ABRAMITICI SERMONI.

UN MONDO NUOVO DOVEVA SORGERE
UN MONDO IN CUI LA MANTENUTA VEGGENZA AVREBBE  PERCORSO LE VIE DEL SOLE.

UN MONDO IN CUI L’INTELLETTO CELESTE SAREBBE STATO COLTIVATO
E MANTENUTO E AMATO E CONSIDERATO IL SOMMO BENE DI CUI FRUIRE.

E INVECE PREVALSERO I CEREBRALIZZATI NELL’ISTERIA TEOLOGICA.
PREVALSE IL FURORE DELLE PLEBI RESE ISTERICHE DA UNA FALSA BONTA’.

IL SACRIFICIO SOLARE  AVVENNE E IMMISE IL SUPREMO VALORE
NEGLI UOMINI,NEL CUORE E NELLE ANIME,NEL MONDO E FRA LE STELLE.

AVVENNE  E ILLUMINO’ IL PARALLELO TELLURIZZARSI  DELLE RAZIONALITA’.
AVVENNE E RISCHIARO’ -SOLVENDO- L’ESTREMA ROCCIA D’ODIO NEI PENSIERI.

AVVENNE ED APRI’ AI CUORI LE VIE DEL SACRO AMORE.
MENTRE CONCESSE LA POSSIBILITA’ DI  RITORNARE DEI NEL MISTERO DEL PURO ORO.

MA LE LITANIE DEI FOLLI COPRIRONO OGNI NUOVO ALTARE.
NEMICI DELLA DIVINA BELTA’ SPORCARONO GLI ANELITI E L’ALI DELLA GLORIA.

SOLFURE E  FANGOSE TONACHE PARLANDO DAGLI ABISSI ABBASSARONO TUTTI I CIELI.
L’ISTERIA DEL PRURIGGINOSO RECITARE UNA DIVINITA’ MAI  CONQUISTATA:  DILAGO’.

AGOSTINO E AMROGIO,COSTANTINO E TEODOSIO ERESSERO LE MILLENARIE TENEBRE.
LA LORO COLPA ANCORA NON SI ESTINGUE,SEPPURE INCRINATA GIACE TRAFITTA.

TUTTA LA BELTA’ VENNE  CANCELLATA  E ODIATA GIACQUE LA SUA VESTE DI MARMI ECCELSI.
MUTILATE LE FORME SCOLPITE DALLA VEGGEZZA NEI TRONI DI ALABASTRO E ORO.

LE ANIME DEI MOLTI EBBERO L’AMORE ATTINTO INTERIORMENTE NEI CIELI INTERIORI.
MA LA GELIDA MORTE INTELLETTIVA DEI POCHI ADDOTTORATI EBBE IL DOMINIO.

DA ABISSI STERMINATI DI FOLLIA UNA VANITOSA PERFIDIA RAZIONALE
EBBE IL DOMINIO POLITICO DEI REGNI E L’APPARENZA DI UNA SANTITA’ MAI REALIZZATA.

INFINE LE ANIME PERSERO IL DIVINO CUI I CIELI INTERIORI CONDUCEVANO.
POTENZIATA LA VITA DEI PENSIERI SPENSE OGNI ECO SOVRUMANA NEL SENTIRE  ANIMICO.

NACQUE IL MODERNO UOMO OCCIDENTALE CHE IMMERSO NEI PENSIERI VAGA INARIDITO.
SPENTO IL LUCRORE MISTICO DELLE ANIME ANTICHE : SOLO IL DESERTO ACCOLSE L’IDEARE.

IL VELENO ACCUMULATO DAI POCHI RAZIOCINANTI MEDIEVALI :
RIVERSO’ TUTTO IL PUTRIDUME CHE AVEVA  ATTINTO NEI SECOLI DI GELO.

SORSE IL MODERNO PENSARE NITIDO E  PRECISO MA AVVOLTO DAGLI INCUBI DEI TETRI.
RIVIDE LA BELLEZZA MA NON EBBE  IL POTERE DI CONCEPIRNE LA VEGGENZA.

LE VIE DEL SOVRAMONDO NON  DOVEVANO ESSERE PRECLUSE
MENTRE SI INTERIORIZZAVA LA  POTENZA DEL PERCORRERLE.

IL PENSIERO MODERNO SI SAREBBE SVEGLIATO NEL RICORDO DELLA BELTA’ PERDUTA                              SE  LA VEGGENZA GRECO-ROMANA FOSSE SOPRAVVISSUTA ALL’ODIO DEGLI ISTERICI.

LE RIMPIANTE MUSE FURONO AMATE MA NON PIU’ CONSIDERATE REALI NEL DIVINO.
RINASCIMENTO E ILLUMINISMO E  SCIENTISMO OTTOCENTESCO NACQUERO MORTI.

DALLA MORTE DELLE ANIME MISTICHE RISORSE IL PENSARE NETTO E PRECISO
MA AVVOLTO NELLA CERTEZZA OSCURA CHE IL VIVENTE FOSSE SOLO LA MATERIA.

IMPOSSIBILE CONCEPIRE COME REALE E SERIA LA VEGGENZA DEGLI ANTICHI.
IMPOSSIBILE SUPPORE IL DIVINO REALE TANTO QUANTO LA MATERIA FISICA.

PERTANTO LA VIVENTE BELTA’ DIVENNE PICCOLA SOGGETTIVA FUTILITA’ INCONSISTENTE.
SI IMPOSE  LA POTENZA CHE -CIECA E OTTUSA- COMUNQUE MECCANICAMENTE SI MUOVE.

LE MACCHINE SI MOSSERO NEL GELO E NEL LIVORE CHE ODIA OGNI VIVENTE AMORE.
NULLA NEL PENSARE UMANO ARGINO’ L’ODIO MINERALE DELLA SCIENTIFICA VACUITA’.

MA NELL’ESTREMO DESERTO IN CUI OGNI VITA MORALE E’ SPENTA DAL POTERE DEI MOTORI
TUTTE LE DIVINE MUSE SONO FLUITE NEL  PENSARE CHE SI MUOVE  QUANDO L’UOMO PENSA.

QUEL DIVINO MUOVERSI DELL’IDEA IN UOMO E’ UNA PERENNE FOLGORE VIVENTE
CHE SE CONTEMPLATA LIBERA LE MUSE DEL SOLARE AMORE CHE SORREGGE IL MONDO.

REALE E OGGETTIVO POTERE MORALE -INTERNO AL PENSARE-  CHE E’ UNA FORZA CONCRETA E SOMMA.
PIU’ REALE DEL MONDO FISICO SU CUI  –MUTILANDOSI-  DEVOTAMENTE INVESTIGA.

IL FUOCO DEI PENSIERI ATTENDE IL PROMETEO LEGITTIMO CHE ORA VIVE NELL’IO
SACRO ACUME CHE INVESTIGHI LA SOVRUMANITA’ DEL PROPRIO POTERE DEL PENSARE.

IL DIO SOLARE E’ DISCESO NELL’IO E ATTENDE DI REALIZZARSI NEL SUO MEDITARE UMANO.
FONTE OGGETTIVA NON DI OPINIONI MA DI REALI POTENZE MORALI E  SOVRUMANE.

ALBA DEL NUOVO ORO NEI SACRI MISTERI PALESI DELL’IO CHE PENSA NEL SOLARE.

FUOCO ETERICO.




PS:

RUDOLF STEINER  :  “LE NECESSITA’ DELLA CONOSCENZA PER IL PRESENTE E PER L’AVVENIRE” (Editrice Antrpoposofica-milano- 2003)

Pag 105/106  :  “Con l’aiuto della Gnosi,con l’aiuto della preparazione per mezzo dei tesori di Saggezza che erano stati trasmessi dall’antico Paganesimo,sarebbe stato possibile avvicinarsi  a quel che era stato il mistero del Golgota. Però non lo si fece.
In effetti si dichiarò eresia tutto ciò che avrebbe potuto portare alla comprensione  [veggente]  del mistero del Golgota; si cercò più o meno di mettere in formule triviali ciò che mai si può esprime re in tali formule,ciò  che si poteva afferrare soltanto  con i più alti contenuti della saggezza.”




HELIOS FK AZIONE SOLARE










domenica 12 luglio 2020

INNALZANDO E TACITANDO







INNALZANDO E TACITANDO


ESTREME ENERGIE DELL’ADDENSARE SVELANO INFINE LA LORO DISSINTONIA PROFONDA.
MOSTRANO LA FISIONOMIA NEGANTE
OSSIA L’ESTREMA OPPOSIZIONE AL COSMO MORALE.

MENTRE NELL’INTENSO CONTEMPLARE : L’ALTA SINTESI DIVIENE FONTE MORALE PER L’UOMO D’OCCIDENTE.

NELL’ATTO DELL’ASCESI IL PENSIERO CHE CONTEMPLA IL PROPRIO DISCORSIVO ESSERSI MANIFESTATO : DISPIEGA UN VALORE NUOVO CHE SORGE DAL SOLE ETERICO.
ORO PURO NELLA TENUISSIMA IMMATERIALITA’ DEL POTERE LOGICO CHE UNITIVO SPLENDE MENTRE AGISCE.

VIENE INTACCATA E A VOLTE INFRANTA L’INAMOVIBILE COMPLESSITA’ DEL MALE
CHE ORA SI SMUOVE ARRETRA E SI CONSUMA.

POICHE’ IL NUOCERE VIENE ORA COLPITO NEL SUO LIVELLO OPERATIVO IN CUI GENERA POTENZE E QUALITA’ CHE MAI LA COMUNE COSCIENZA DI VEGLIA POTREBBE SUPPORRE CONOSCERE CONTRASTARE.

INSISTE LA LUCE CONTEMPLANTE NEL SUO VALORE IMMATERIALE CHE RITRASCINA IN ALTO –GRADUALMENTE-  QUANTO SE NE ERA ALLONTANATO.

OCCULTA LUCE DELLE ESSENZE UNITIVE NELL’INTENSO CONTEMPLARE CHE NON PERDE IL SUO RICORDO.

LUCE DI VERITA’.

DELLA SOLA VERITA’.

ANIMA INTERNA ALL’INTELLIGERE SPLENDENTE CHE DALL’IMMATERIALITA’ TRAE OGNI POTERE ED IL RESPIRO.

NEL RAREFATTISSIMO ACCENNARE DELLA FORMA LOGICA CHE CONTIENE L’ESSENZA DEL CONCETTO RICORDATO :
LA SINTESI CHE VIENE CONTEMPLATA E’ FARMACO SOLVENTE E VETTA DI SANITA’ E FONTE DI VERITA’ VIVENTE.

LA VOLONTA’ SPESA NEL MANTENERE L’EVIDENZA DEL RICORDO CONTEMPLATO :
RESPIRA NELLA FONTE DEL BENE ED ARGINA IL MALIGNO CHE BLATERAVA NELL’ANIMICO.

INNALZANDO E TACITANDO.

ORO OPERATIVO DELLE VETTE MORALI CHE E’  –IN VARIO GRADO E MISURA-  ESSENZA DI CONSACRAZIONE.

POTERE CHE ALLEVIA OGNI DESTINO POICHE’ IMMETTE DAL SOVRAMENTALE  IL VALORE LOGOS
DELL’ARGINARE E DEL REDIMERE.

OVE NELL’INSISTITO LAMPO VI E’ RISTORO.



HELIOS FK AZIONE SOLARE










giovedì 14 maggio 2020

VERO INTUIRE.






VERO INTUIRE.



CAP.1
La fede nell’incubo


L’impulso profondo della sinistra e’ credere temporaneamente ed intensamente alle menzogne che scatena e che lancia contro i propri avversari.

Per poter fare ciò occorre essere molto isterici e privi di lucidità di pensiero.

Si può arrivare ad affermare che tale furia irrazionale e palesemente ingiusta oltre ad essere l’arma principale di cui si servono, è anche la malattia interiore da cui sono appestati.

Emettere veleno intriso di menzogna e poi crederci ferocemente mediante nubi di follia collettiva in cui abbandonare ogni lucidità logica e in cui tentare di replicare una eterna strage giacobina  :  è l’atto abominevole che tentano di rinnovare ogni qualvolta gli sembra di poterlo fare.

La vita è una lenta e noiosa agonia se non possono manifestare la furia da cui sono abissalmente scaturiti.

Il coro degli allucinati è impressionante quanto a coesione che va oltre ogni possibile concertazione politica,va oltre poiché è come se fossero un branco di posseduti che immediatamente rispondono all’urlo psichico da cui sono permeati ed a cui aderiscono.

L’impulso è sempre lo stesso quanto a scopi e mete  :  distruggere tutto ciò che è meno demoniaco di loro e rispettare tutto quanto lo è di più.

Ribaltare la verità e farne brandelli possibilmente bagnati dal sangue o cosparsi dal dolore di chi è migliore di loro,da chi è ancora umano.

Ne deriva una verità impressionante  :  per aderire al coro ululante dei farneticanti di sinistra bisogna essere ingiusti,incoerenti,convinti che la vittoria deve derivare da un’imbroglio potente perché strillato bene.

Ma soprattutto ne deriva che l’atto di adesione a tale corrente eruttiva avviene in zone non razionali  -subumane- degli individui.

È una recita che si porteranno nella tomba e che li porterà alla sconfitta finale poichè sono sempre meno coloro che rinnovano –vendendosi l’anima e la luce dell’intelletto- tale rito di mutilazione interiore mediate furia bestiale.

L’elemento essenziale è il fatto che sanno di mentire ma nello stesso tempo SOGNANO NELL’INCUBO e si comportano come se stessero enunciando verità supreme,ossia il mentire non crea in costoro alcuna frattura interiore che possa depotenziare la menzogna che enunciano,mentre in qualunque individuo non posseduto fino a tal punto dallo spirito di parte,ossia in qualunque individuo normalmente raziocinante IL SAPERE DI MENTIRE DEPOTENZIA LA MENZOGNA CHE EVENTUALMENTE  INTENDE PROFFERIRE.

Le armi che usano i sinistri sono inutilizzabili da chi non è sprofondato nella fede oscura che li possiede,ossia da chi non è un medium isterico e vociferante per spirito di parte che giunge ad essere crimine allucinatorio.

Mancano di difese morali che ostacolino il mentire.

La conformazione interiore si è trasformata (è peggiorata) sino ad essere strumento duttile del mentire con cattiveria.

Sprofondano continuamente al disotto dell’umano.

Non riescono a concepire l’elemento morale come moto interiore affidato alla libertà individuale,tutto viene definito e concepito come coercizione,pena da infliggere ed obbligo.

La mostruosa complessità dell’intrico burocratico (che  finiscono per creare ed in cui parassitariamente vivono)  li affascina e li attrae come unico frutto della loro gelida isteria.

La mostruosità ideologica genera ineluttabilmente mostruosità statali in cui il formalismo burocratico finisce per uccidere ogni vita economica avendo parallelamente desertificato ogni vita interiore.



CAP.2
2/17977
metallico imprimersi d’oro


l’ebete che non ha valore diventa infine prezioso per il male.
tanto privo di verita’ da potersi riempire di menzogna.
tanto perverso nel neutro grigiore da potersi vivacizzare negli inferi.

cosicche’ i gorghi degli inferni profondi lo ispirano.
e gli consentono il piu’ efficace mentire sporcando.
il flaccido ottuso che diventa affilata superbia dei diavoli.

gorghi di energia gli affluiscono serrati e lo paludano d’inferno.
il viscido valore lo ammanta nell’inversa virtu’ di ferire il vero.
pontifica sibilando attorniato dai fantasmi della malvagita’ invocata.

mentre pensa e’ in deliquio da insulto agognato al disotto della logica.
l’intelligenza si muta in astuzia che ringhia priva di ritegno.
ottiene  apici di veleno esaltando i demoni che devotamente serve.

l’odio trasuda dalle interiorità che ammirano paesaggi infetti.
tutto indirizzato allo scopo prefisso che neppure indaga.
prova antipatia che rigorosamente trasforma in odio travolgente.

non vuole la verita’ ma solo lo sfogo del proprio rancore .
piccola INGORDIGIA delle paludi velenose : si nutre del male promanato.
che inietta godendo come ebete perso nel nulla di TUTTI I VALORI.

sorride ed e’ sorriso di mostro che deforme e distratto poi si ricompone.
si sdegna e nel farlo si immerge fra le schiere di un ente collettivo
che sono i suoi compagni di superstizione sinistra e farfugliante.

mentono feriscono raggelano e calunniano sporcando
nella superbia estrema di chi pretende farlo impunemente.
nella pretesa folle che ad essi tutto sia concesso senza reazione.

come un tempo uccisero ora ERIGONO veleno.
l’odio e’ lo stesso ma non puo’ piu’ pretendere mucchi di cadaveri
cosi’ fra ingiurie e incubi attuano quanto vorrebero incidere nel sangue.

povere bestie lacere giunte al traguardo della follia che le sostenne.
l’ultima trincea e’ quella degli inganni perpetrati incretinendo.
stirpe di ottusi persecutori nell’isteria gridata per spegnere le idee.
ora cio’ che GLI rimane e’ UNA NUBE PSICHICA sporca d’inchiostro maledetto.

non hanno piu’ traguardi ma solo veleni da trasmettere.
muoiono come vissero  :  maledicendo il bene sempre odiato.
fedeli senza senno al mostro da cui presero cupamente vita.

ma ora l’estinzione allunga la sua ombra su questa stirpe nata per odiare.
ancora potranno nuocere ma  sempre meno creduti e venerati.
infranto e perdente  l’inganno spende le proprie ultime menzogne.

presto il conto del proprio ringhiante errare dovra’ per forza essere pagato.

e cinti di celeste alloro
nel metallico imprimersi di verita’ dalle auree essenze
saranno allora gli angeli a sorridere.


          CAP 3          
         5/4O5
        L’OMBRA DEL MENTITORE NON TOCCHERA’ L’ALTARE

               

 OLTRE LA PORTA INFERA DEL PICCOLO CERVELLO
 STA LO SPIRAGLIO SUL GRANDE SOLE-FUOCO.
            
ARSA : LA PORTA INFERA SGRETOLI E FRANTUMI.
      
 - SIA DEGLI ALATI IL PICCO, PATRIA DEL GRANDE VOLO -
            
SOLE CANDORE FUOCO DAL CUORE PER VOLARE.
PER VINCERE LE TENEBRE NEL SOLE MAI TROPPO AMATO.
  

 SIA FULCRO DEL RISVEGLIO TRAVOLGERE QUEI TETRI CHE BRAMANO IMPICCOLIRE 
            
ENTI DEL CREPUSCOLO NON SONO CHE MANOVRATI.
 
 - IL FUOCO CHIEDE LIBERI ALLEATI PER L'ARSIONE DI SPLENDORE -
                
acciaio siderale e’ solo liberta’
                  
- SPLENDORE EFFUSO E CUORE -
          
L'OMBRA DEL MENTITORE NON TOCCHERA' L'ALTARE.
 
IL FUOCO LO CANCELLA.
          
- SIA SEMPRE DI VEDETTA IL FUOCO DEVOZIONE
              
VIGILE AL DECORO SAPPIA CREARE AMARE.
         
 - SOLLEVA GRANDE INCENDIO  alato DELLE FOLGORI  -
                       
ALATO DEL SOLE FUOCO
                       
SIGNORE DEL CHIARORE
                       
SIGNORE DI MAESTA'.
        
- L'AQUILA HA IL LEONE E NIENTE LI PUO' FERMARE -
                   
IL SOLE E' inattaccabile.
                     
LO SI PUO' SOLO AMARE.
                    
IL FUOCO ABBIA RISPETTO.
                       
E L'ALBA SORGERA'.
         
- LOGOS HA SOLO GEMME NEL VENTO DELL'ETERNO -
 
mentre la lama accende i regni del nuovo sole.


HELIOS FK AZIONE SOLARE